Colleghi di slide
Diamo a Cesare quel che è di Cesare: ecco una buona introduzione/tutorial alla "presentazione efficace" creata da un "collega di slide". E' una ottima presentazione che merita più di uno sguardo, e ve la segnalo.
Ci sono quasi tutti gli ingredienti di base (ho detto quasi). Sono in disaccordo solo su di un punto: la dimensione dei font...
Buona lettura!
Visualizzazioni creative
Questo sì che è un modo nuovo di visualizzare l'andamento di variabili complesse.
Sul blog di De Biase la segnalazione (a cui sono arrivato da qui) e il link video dell' inventore.
Slide nere e interruzioni
Berd Decker suggerisce di inserire delle slide nere all'interno di una presetnazione, per eliminare il rumore, concentrare l'attenzione, creare un momento di rottura cognitiva.
Sposo a pieno ll'intenzione e meno la soluzione. Credo che possa andare anche un altro colore, oppure una grande punto di domanda, o un'altra cosa che introduca un momento di rottura cognitiva con la platea.
Il problema non è nero, bianco o altri colori, ma piuttosto avere un ritmo, che alterni il vuoto con il pieno.
Copertine: emozioni e pensieri
Spesso mi capita di vedere presentazioni abbastanza buone dal punto di vista dell'architettura e della strategia, ma che scivolano sulla "buccia di banana" della copertina: a volte non viene fatta, oppure viene creata frettolosamente. In genere le persone pensano di più ai loro contenuti, e la copertina rischia così di venir considerata solo alla fine, come un mero accessorio.
E questo è un errore, per più di un motivo. Una buona copertina, in una presentazione, non è solo un buon biglietto da visita, ma svolge una funziona importante anche dal punto di vista cognitivo. Anticipa i contenuti della presentazione, dà alcune informazoni sull'autore, il luogo, la data, e soprattutto esprime un "concept emozionale" che poi sarà il filo conduttore della presentazione stessa. Insomma, la copertina ha un ruolo emozionale e un ruolo cognitivo allo stesso tempo.
Una volta mi è arrivata una presentazione con una copertina fatta così:

Ok, nessuno metterebbe in dubbio che è una copertina: abbiamo un titolo e un autore. Ma forse si poteva fare qualche cosa di megliio: aggiungere dei sottoargomenti, dare una magigore enfasi ad alcune parole, aggiungere un'immagine rappresentativa dell'argomento. Insomma: fare un po' di editing.
Ecco la mia proposta di revisione

Abbiamo aggiunto dei sottoargomenti che permettano ai destinatari di capire in linea di massima di che cosa si parlerà, abbiamo aggiunto una foto significativa e, ancora, abbiamo miglorato il testo cambiando il font, aggiungendo colori sulle parole chiave e riducendo le dimensioni. E abbiamo usato lo spazio in entrambe le direzioni, e non solo dall'alto veros il basso.
Con una copertina fatta in questo modo l'oratore ha modo di fare una buona e ampia introduzione all'argomento, facendo una panoramica generale dei contenuti e allineando le aspettative della platea.
Non dimentichiamo che questio ultimi elementi sono essenziali per una buona "ricezione" dei contenuti.
Il Grand Prix delle presentazioni: ci sono anch'io
Ebbene sì, non ho resistito alla tentazione: complice la recente riapertura di questo blog, la mia intensa frequentazione con PPT e una certa immotivata spavalderia unita ad un raro senso del ridicolo, ho deciso di partecipare al worlds best presentation contest, un gran premio mondiale delle presentazioni in PPT.
Per l'occasione ho inserito una presentazione un po' particolare, che ho fatto in occasione dell'apertura di un corso in e-learning che ho tenuto qualche tempo fa. La presentazione spiegava agli allievi le modalità e le caratteristiche del corso.
Oltre a questa, ho messo in gara altre mie presentazioni che ho già inserito su slideshare.
Ciao ciao
Buone ragioni per raccontare storie
C'è un'esperienza abbastanza frequente che mi capita quando parlo in aula o a convegni: io parlo e parlo e parlo, raccontando di questo e di quello, ma progressivamente vedo che i loro occhi si fanno vuoti e le persone cominciano a fischiettare mentalmente.
A questo punto mi interrompo e comincio a racconare una storia. Parto dicendo cose come: "Ma lo sapette che cosa è successo una volta che ero in ufficio?" oppure: "l'altro giorno mi chiama un cliente e comincia a dirmi...". ecco: l'attenzione si risveglia, le persone ritrovano il contatto con me, e io con loro. Gli sguardi si rimenttono a fuoco e tutto acquista un'aria più calda e colloquiale.
Le storie sono importanti. Le stoire ci riguardano molto più delle slide. Le storie sono il vero collante del nostro vivere sociale (ascoltate gli MP3 di Paolo Jedlowski a riguardo) .
Ed ecco un bell'articolo sul racccontare storie nelle business presentations....
Titoli efficaci, il primo passo per farsi capire
Una vola una mia allieva, alla fine di una spiegazione, mi ha detto: "insomma, il succo del sue discorso è riassunto dal titolo della sua slide". Ho guadato la slide alle mie spalle e le ho detto: 2sì è proprio così".
La mia allieva non poteva intuire quanto io fossi contento della sua osservazione, che ho preso come un indiretto complimento alla mia presentazione.
In genere impiego un certo tempo a creare i titoli delle mie slide. E non lo faccio per pignoleria o ossessione, ma perché è fondamentale (come già ribadito qui). La titolatura non è un optional: i titoli sono la prima, o una delle prime cose che viene percepite, servono ad orientarci nell’argomento e rappresentano il primo ingresso cognitivo all’argomento del quale parliamo.
Potete anche considerarla una “prova del nove” della vostra architettura: se riuscite a dare un titolo specifico ad ogni slide vuol dire che la struttura è ben costruita, avete inserito un’informazione specifica in ogni slide, sono state eliminate le ridondanze, le informazioni non sono ambigue.
No quindi alle slide senza titolo, no alle slide con titoli poco significativi o con titoli "segnaposto" che richiamano la presentazione stessa e non la singola informazione presente sulla slide.


Ricordate queste regole:
- il titolo non è un elemento accessorio, ma una componente informativa essenziale e come tale dovrebbe sempre essere presente, in ogni slide
- il titolo serve ad esprimere una tesi specifica: non è un mero “segnaposto” ma condensa una specifica informazione o tesi. Dovrebbe essere diverso per ogni slide.
- il titolo ha una funzione informativa e di riassunto dei concetti espressi nella slide, pertanto è necessario un certo lavoro redazionale per renderlo adeguato. Inserire titoli troppo generici o criptici è inutile e controproducente (aumenta inutilmente il carico cognitivo di chi ascolta)
- il titolo deve essere accattivante, ma senza esagerare. Troppe fioriture o giochi di prestigio rischiano di non essere capiti da una platea che cerca modestamente di capire ciò che viene detto
- Il titolo è il testo più grande ed evidente della slide. Dovrebbe avere una dimensione che va da 24 a 28 pt.
Il titolo della slide è quindi informativo ed è la sintesi di quanto espresso nella slide. Deve esserci sempre, non deve essere criptico e non deve essere troppo generico o eccessivamente fiorito (es. doppi sensi).

Per concludere, vi segnalo la presentazione di Tosime dedicata prorpio ai titoli delle slide.
Animazioni selvagge? No, grazie
Poweropint, lo sappiamo, offre tantissime possibilità per animare la vostre presentazioni. Tutte queste possibilità sembrano una gran ricchezza, ma in realtà sono solo una grande fonte di distrazione.
Provate a guardare questa presentazione: sono necessarie tutte queste animazioni? Credo di no. Quando facciamo una presentazione le persone sono concentrate nel capire i nostri argomenti e non le nostre capriole. E le nostre animazioni dovrebbero aiutare gli ascoltatori a capire meglio e non distrarli con effetti speciali fuori luogo.
Per questo vi dò alcuni consigli
1) Animate le vostre slide solo se ne avete bisogno
2) Animate i contenuti e non il tempalte o altri elementi di cornice
3) Usate le animazioni per spezzare le informazioni in bocconi digeribili nel tempo
4) Usate le animazioni con una funzione cognitiva (capire meglio) e non emozionale (stiupire la platea)
5) Usate solo l'animazione in dissolvenza. Le altre sono tropo chiasose e non aggiungono molto
6) Pianificate attentamente le vostre animazioni immaginando il contesto nel quale verranno fruite
7) Cercate di tenere sotto controllo il loro andamento (usando l'avvio con il clic del mouse) e non lasciatele libere si scorazzare per il vostro video a piacimento
Ecco un articolo di approfondimento..
Lettere, filosofia e Powerpoint
Il mondo dell'insegnamento è veramente cambiato in questi anni, e le presentazioni in Powerponit stanno diventando egemoni anche nelle polverose aule scolastiche. Ecco un bel campionario: c'è di tutto, dalla scienza agraria a Hegel e Petrarca, passando per le tecnologie tessili.
Il tratto comune è una grande buona volontà e una grande voglia di innovare, unite ad un certo "approccio artigianale" che forse (dico forse) sono tratti rivelatori di una situazione più generale nella scuola italiana.
Buona....visione/lettura.
Comprimere sì, ma con saggezza
Spesso le nostre presentazioni ragigungono dimensioni imbarazzanti in termini di peso del file. Mi è capitato di scaricare da siti di università delle presentazioni anche di 30 megabyte: una cosa insopportabile, specialmente guardando poi i contenuti all'interno. Questo sgradevole effetto collaterale è causato principlamente da due fattori:
1) immagini non ottimizzate
2) Template troppo pesanti
Quesi per gioco ho provato proprio ieri PPT minimizer, un tool che promette di ridurre il peso delle nostre presentazione anche del 92%. VI devo dire la verità: è stato abbastanza deludente. Il software fa, si, il suo mestiere, ma prezzo di una tale perdita di qualità delle immagini che ne vanifica le funzionalità.
E allora come fare? Una delle cose più improtanti è imparare a ottimizzare da sé le immagini della presentazione, una volta creata. Powerpoin consente di fare questo senza ricorrere a sotwarini aggiunti.
Andate sulla prima immagini della vostra presetnazione: vi apparirà il menù "immagine", all'interno del quel trovate un bottone che si chiama "Comprimi immagini"

Una votla cliccato vi apparirà una finestra che vi chiede se volete comprimere per il web/schermo e se volete appplicare questa modifica a tutte le immagini del documento.

Ok, comprimente tutto il documento e...il risultato sarà una compressione pazzesca della vostra presentazione, ottenuta senza perdere in quelità.
L'altro giorno con questo sistema ho compresso una presentaizone da 38 megbyte a 7 megabyte. Certo, non è come usare PPT minimizer, ma io mi accontento.
E voi?
I migliori libri in italiano sul public speaking
La pubblicistica sul public speaking è vastissima e spesso nel marcato italiano troviamo ottime cose affogate in un mare di libracci di importazione deludenti e velleitari a diesptto dei loro titoli seducenti
Per evitarvi costose delusioni vi segnalo allora tre libri che, a mio parere, sono di ottimo livello e vi aiuteranno veramente a capire alcuni punti fondamentali del parlare in pubblico per presentare progetti o lezioni.
Sono libri piuttosto vecchiotti e quindi il tema delle slide e delle nuove tecnologie in alcuni casi non è affrontato (almeno non direttamente), ma in compenso trovate alcuni "fondamentali" che possono facilmente essere integrati con la vostra strategia di presentazione multimediale (e poi per la presentazione in pubblico con le slide vi darò io dei sugerimenti, nel tempo...)
:-)
Cesare Sansavini
Parlare in pubblico. Farsi capire, farsi ascoltare, persuadere il gruppo
2006 - Giunti Demetra
Probabilmente il libro migliore, con tanti episodi di vita vissuta e tantissime indicazioni e esercizi. Si vede che è un libro che nasce dall'esperienza concreta di un formatore. Ottimo soprattutto per chi fa docenza. In questo c'è anche una piccola parte sulle slide.
Paul Le Roux
Presentare per convincere. Strategie di presentazione
1995 - Lupetti
E' un piccolo classico. Veramente ben fatto, ben scritto econ degli ottimi disegni. Ottima la parte sull'uso dei visual (all'epoca le sldie erano ancora di là da venire...). Particolarmente indicato per venditori e rappresentanti (ma anche per gli altri...)
Dale Carnegie
Come parlare in pubblico e convincere gli altri
2001 - Bompiani
E' il classico dei classici. Scritto negli allni sessanta (credo) ancora molto fresco. Questo è particolarmente indicato per conferenziari e oratori estemporanei in eventi particolari.
Il tormentato rapporto testo-sfondo
Nella scrittura e nella comunicazione digitale, come scrive giustamente Sofia Postai, il colore non costa nulla. Non dobbiamo fare accordi economici con una tipografia per decidere quanti e quali colori useremo: con due colpi di mouse possiamo decidere da soli, e senza fatica, di aggiungere o togliere colori e sfumature.
Ora, il fatto di non dover pagare nessun "dazio" per le nostre scelte non è mai una buona premessa: non ci costringe a riflettere a sufficienza e toglie ogni vincolo alla nostra creatività. Ma la cretività senza vincoli non è creatività. Credo che nella comunicazione digitale (di cui le slide fanno parte, così come le mail e i siti web), l'accento non dovrebbe cadere su "digitale", ma su "comunicazione. E nella comunicazione ci confrontiamo gli altri.
E questo sì che è un bel vincolo. Se consideriamo la leggibilità complessiva di una presentazione con gli occhi di chi la dovrà guardare ci accogiamo subito che non tutte le combinazioni testo-sfondo vanno bene e che ci sono parecchie differenze tra nero-su-bianco e bianco-su-nero. Fortunatamente, il fatto che milioni di persone, oggi, scrivano e comunichino in modo digitale ha creato anche una nuova sensibilità e una serie di studi di usabilità che, anche se nati nello per il web, ci vengono in aiuto.
Uno dei più fortunati è certamente lo studio del dr. Lauren Sharff sulla leggibilità dei font con diverse combinazioni di colori.
Questo studio evidenzia la resa in termini di leggibilità di diverse combianzioni tra testo e sfondo (le barre più alte rappresentano la maggior leggibilità). Credo che il grafico parli da solo: ci sono delle combinazioni che proprio non vanno, e il fatto è legato al modo che ha laretina di mettere a fuoco i diversi colori.
Dal punto di vista delle presentazioni tutto questo ci suggerisce che ci sono alcune combianzioni che proprio non vanno mai usate (es: rosso-verde, blu-rosso), altre che si possono usate con moderazione (es: bianco su nero, bianco su blu) per presentazioni "cool" e altre che dovrebbero invece essere lo standard abituale (ers: nero su bianco, nero su grigio, blu su bianco).
Combianzioni "NO

Combianzioni "NI"

Combinazione "SI"

Ecco un articolo di Dave Paradi (tratto da Indezine) che approfondisce il tema dei colori nelle presentazioni.
Ciao
PPT e il senso della vita
E chi dice che uno strumento come Powerpoint non può aiutare ad affrontare le grandi questioni della vita? Ah, se all'epoca lo avesse avuto in mano Nietzsche...
:-)
Tenete fuori le parole
Ok, riconosco che T.J Walker si presenta veramente come un bellimbusto impomatato, ma resta il fatto che quello che dice è forte. E vero. Ha cominciato a mettere i suoi video su You tube, parlando di presentazioni efficaci e di Powerpoint.
In questo video racconta come rendere efficace una presentazione usando le immagini. Il suo consiglio è un po' drastico: eliminate tutte le parole e fate vedere solo immagini. Riconosco che non è sempre possibile e credo non sia neanche sempre indicato, ma la suggestione merita una riflesisone.
Se ci pensiamo, in fondo, in una presentazione anche le nostre parole diventano un po' delle immagini, ad esempio condividono con esse l'impatto visivo legato alla spazialità.
Ecco il video:
E questo è il suo blog.
Impariamo da Miles
"Miles Davis non pensa al suo assolo come ad un monologo di una persona che si mette su un piedistallo e arringa la folla, come avviene ad Hyde Park a Londra, ma al contrario imposta il suo intervento solistico in forma di dialogo, lasciando all’ascoltatore lo spazio necessario per
assimilare e meditare".
Queste belle parole sono del Compositore Piero Quarta e sono tratte da una sua dispensa: "il silenzio in musica: l'importanza di ciò che non si percepisce" ( il PDF di 150 kb si scarica direttamente da qui), pubblicata sul sito della Scuola Popolare di Musica di Testaccio.
Anche noi, credo, dovremmo pensare alle nostre presentazioni come a un dialogo, nel quale lasciare ai nostri intelocutori e ascoltatori il tempo di assimilare e meditare. Come un incontro di pieno e di vuoto, di pause e di riprese. Pensiamoci tutte le volte che ci vengono fuori slide zeppe fino all'orlo di parole e schemi, ogni volta che riversiamo sulla nostra platea decine di concetti al minuto, senza pause, senza interruzioni. Senza dialogo.
La comunicazione si nutre di vuoto. E credo che nessuno si sia mai azzardato di dire a Miles "hei, amico, ma ci sono poche note nei tuoi assoli!" (salvo, forse, Cannonball Adderley). Ma non ci sono poche note: ci sono le note giuste nella giusta dose di vuoto. E per godere un po' dopo questo pipposissimo post ascoltiamoci un pezzo del celebre assolo di "So what" (tratto dal celebre "Kind of blue")
Non fidatevi dei vostri punti elenco
Quando il testo che dobbiamo posizionare sulla slide è abbastanza lungo e strutturato (ovvero è composto da diversi blocchi - coerenti - di senso, paralleli tra di loro) spesso ricorriamo ai punti elenco per dividere tra di loro i vari blocchi.

In questo modo il testo viene spaziato e diventa apparentemente più leggibile. Perché dico "apparentemente"? In realtà, anche se il testo è posizionato all'interno dei vari punti resta un testo unidimensonale, vale a dire con un unico livello di lettura possibile: le persone dovranno comunque, per cogliere il senso del testo, leggerlo dall'inizio alla fine.
Per rendere più efficace la slide, in questi casi, è opportuno (quando non indispensabile) associare ad ogni punto un sottotititolo esplicativo, che dia immediatamente la descrizione del testo sottostante. In questo modo otteniamo tre benefici effetti:

Tutto questo lo facciamo, in questo caso, aggiungendo del testo, e non eliminadolo. sembra paradossale, ma dobbiamo considerare che il testo che aggiungiamo non sta allo stesso livello logico del testo di base.
Questa operazione è, in tutto e per tutto, un'operazione giornalistica: dobbiamo aggiungere sottotitoli efficaci per miglirare la comunicazione. Spesso non ci pensiamo, oppure abbiamo fretta o non ci siamo abituati. E invece dovrebbe essere (più o meno) la norma editoriale per i blocchi di testo "consistenti".
L'effetto positivo è assicurato.
I consigli di Gerr (e i miei)
Dal Guru Gerr Reynolds in persona, ecco i consigli per affrontare nel modo giusto la fase di costruzione su slide della presentazione. Dieci (come sempre con questi americani) i consigli che vengono proposti:
Sono tutti consigli sui quali anche io torno spesso nei miei corsi di formazione e li sottoscrivo tutti, dal primo all'ultimo (con qualche riserva sull'uso degli audio, ma lo stesso Gerr ne limita la portata a casi particolari). Per la cronaca, aggiungerei alcune cosucce:
Ecco, così siamo pari....
:-)
Prima e dopo la cura
Ho accettato, un po' per gioco e un po' amicizia, di rivedere al volo il CV creato su slide di Florianapolis.
ho diviso la spazio in due parti nette, con due colori diversi uniformi, per ospitare titoli da una parte e contenuti dalll'altra; ho razionalizzato gli spazi; ho eliminato o reso invisibili le inestetiche tabelle, ho gerarchizzato la dimensione dei vari tipi di testo, ho usato un colore definito per evidenziare alcune parti del testo. In realtà non un grande lavoro: solo un po' di formattazione rigorosa.
Eccolo prima dell'intervento e dopo l'intervento. che ne dite?
Condividere, tra rischi e opportunità
Un bell'articolo di Roberto Venturini a proposito di Slideshare e degli altri sistemi di condivisione di presentazioni online. Il tema è interessante perché parlando di slide entriamo nell'area della produttività individuale. E quindi del lavoro "vero". E quindi del copyright.
Vincerà la paura del plagio o la voglia di condividere per apprendere tutti qualche cosa di più (anche su noi stessi)?
I consigli di Seth
Seth Godin è un mega-consulente nel campo del web marketing (è quello che ha inventato la formula del "Permission marketing"). Ha anche un suo blog dedicato al marketing e all'advertising.
Recentemente ha scritto un post sulle presentazioni efficaci con le slide. Non condivido tutto, in special modo il consiglio di limitarsi a sei parole per slide (che esagerato...). Ma ne condivido la sostanza, ovvero il fatto che in una presentazione convivano aspetti cognitivi ed emozionali, e che debbano entrambi essere supportati dalle slide.
uno stralcio:
Our brains have two sides. The right side is emotional, musical and moody. The left side is focused on dexterity, facts and hard data. When you show up to give a presentation, people want to use both parts of their brain. So they use the right side to judge the way you talk, the way you dress and your body language. Often, people come to a conclusion about your presentation by the time you’re on the second slide. After that, it’s often too late for your bullet points to do you much good.
Ti vedo e non ti vedo
Fare presentazioni efficaci significa semplificare la vita a noi stessi e al nostro uditorio con contenuti belli, leggibili, semplici e ben strutturati. Non è difficile, ma a volte ci complichiamo la vita inutilmente.
E uno dei fattori di magggiore distrazione è costituito dagli sfondi sfumati delle slide. Il programma ne fornisce in quantità industriale ed è forse questa la ragione del loro utilizzo massiccio, specialmente per i giovani. Certo gli sfondi sfumati sono "cool", ma sono veramente efficaci per i nostri scopi?
Spesso mi capita di vedere presetnazioni belle, ma create con sfondi veramente orribili ed è un peccato, perché basterebbe eliminare le sfumature e tutto 8o quasi) andrebbe a posto.

Quali sono i problemi degli sfondi sfumati?
1) Leggibilità: ci sarà sempre un punto della slide in cui il testo si legge bene e un altro in cui si legge male o non si legge affatto. Può darsi che in alcune slide questo non succeda, ma è un rischio che è sempre meglio evitare.
2) Invasività: lo sfondo sfumato prende la scena al posto dei contenuti. Ricordiamoci sempre che lo sfondo non è un contenuto: deve solo aiutarlo ad emergere in modo elegante.
3) puerilità: gli sfondi fatti con uno strumento a bassa risoluzione come PPT tendono a essere grossolani e danno, alla fine l'impresisone di dilettantismo.
Capito, giovane laureando in Scienze della Comunicazione che mi stai leggendo?
:-)
Quando creiamo la presentazione, dunque, cerchiamo di evitare questa possibilità; scegliamo piuttosto un colore di sfondo uniforme e usiamolo coerentemente per tuta la presentazione.
Conosci te stesso con le slide
Nella mia esperienza ho potuto vedere slide e presentazoni di tutti i tipi, create da persone molto diverse tra di loro per eseprienza, profesisone, sensibilità. Nell'ammpia casistica che si può riscontrare su questo argomento ci sono però delle costanti, che si manifestano in slide, diciamo così "tipiche".
Ciascun tipo presenta dei problemi ricorrenti e delle ingenuità legate all'uso delloo strumneto. Proviamo a vederle nel dettaglio.
Modello: libro di testo
Utitizzatori tipici: insegnanti
E' la tipica slide che tende a replicare le pagine di un libro stampato, con un testo lungo che si snoda per tutta la slide senza interruzioni. E' pnsata come un testo e non come una rappresentazione di un discorso orale, e in genere è possibile solo leggerla e non commentarla. In questo modo si vaniifca lo sforzo fatto per crearla. I problemi tipici sono il troppo testo, le poche immagini, un unico livello di lettura, lo stile del testo non adeguato alla presentazione

Modello: Brochure pubblicitaria
Utitizzatori tipici: studenti di comunicazione, uomini del Marketing
E' la slide con improbabili sfondi colorati (spesso sfumati), poco testo, tante immagini, e una disposizione "creativa" degli elementi. Generalmente usata da chi in realtà vorrebbbe creare brochure o menifesti, ma è costretto a usare PPT e si arrangia. La platea viene in genee stordita da tutto questo "rumore cognitivo" e comincia a fischiettare mentalmente I problemi tipici sono glistandard poco rigorosi, la scarsa leggibilità, la difficoltà a cogliere "il cuore" informativo, l'eccesso di grafica, le animazioni incontrollate.

Modello: relazione scientifica
Utitizzatori tipici: Scienziati e ricercatori
E' una slide con molto testo formattato come un libro di testo e l'inserizione di schemi e formule esplicative a corredo. Il modello resta sempre quello della relazione su carta di stampo scientifico. In genere il focus sui concetti e la sostanza tende a ledere l'aspetto comunicativo, che in genere viene poco considerato. Ovviamente è difficile, senza questo livello, fare una buona opera di divulgazione, e la platea si stancherà facilmente. I supoi poroblemi solo la scarsa leggibilità, il troppo testo, l'eccessiva densità concettuale, il non uso di immagini metaforiche

Modello: Astronave di vega
Utitizzatori tipici: informatici, ingegneri
E' la slide piena di schemi incomprensibili ai più, che vanno a ofrmare un disegno compicatissimo che, in genere, non viene mai spiegato nel dettaglio. Nel complesso uno sforzo inutile, che viene snobbato dalla platea. In genere viene usata per rappresentare il funzionamento si software o hardware o di piatttaforme. Riesce ad appassionare (ma nenache tanto) solo gli addetti ai lavori. I suoi problemi specifici sono, l'inutlie complicatezza, l'astrattezza eccessiva, lo scarso orientamento ai non addetti ai lavori

Modello: Campo militare
Utitizzatori tipici: Uomini delle Risorse Umane, Professionisti dell'Organizzazione del lavoro
E' la slide fatta solo di upnti elenco in sequenza, bene ordinati e formattati ma senza alcun elemento al suo interno che permetta di distinguere ed evidenziare elementi particolari. Molto astratta e concettuale, richiede uno sforzo enorme per strutturare i vari punti. La platea ne coglierà, ovviamente, molti meno del 10 per cento. I suoi problemi sono l'eccessiva enfasi sulla struttura a scapito della comunicazione, l'eccessiva densità e l'eccessiva astrattezza.

Modello: siamo vincenti
Utitizzatori tipici: uomini di business, venditori
E' una slide piena di elementi grafici, con poco testo e molti colori, tutta orientata a mostrare performance strabilianti. Molto orietnata a stupire, in genere ci riesce poco. Stelle, frecce, grafici in salita e tutto l'appparato spettacolare di PPT viene usato senza risparmiare nulla, in genere con scarso interesse per la platea che vorrebbe capire meglio gli andamenti proposti. I suoi problemi sono l'eccesso di grafica e di effetti speciali, 'l'eccessiva densità, il tono da imbonitore che si respira.

Modello: sistema hegeliano
Utitizzatori tipici: Consulenti strategici
E' la tipica slide-sistema, bene esemplificata dal classico "freccione", che pretende di racchiudere in un'unica slide tuttie le variabili possibili di un fenomeno. In genere presentata (e venduta) come lo sforzo di sintesi finale per racchiudere in una videata tutto l'Universo. è ovviamente costruita, in genere, forzando i fenomeni che pretende di rappresentare. L'effetto che ottiene, in genere, è quello di suscitare la domanda: si va beh, ma in concreto? I suoi problemi sono l'eccesso di termini tecnici, la grafica eccessiva, la densità concettuale al limite dell'umano.

Tanto testo? Meglio tre di una sola
Se avete tanto testo nella slide di una presentazione avete un problema. Sopra i 600 caratteri è molto probabile che le persone non leggeranno la slide per nulla. Sopra i 900 caratteri potete stare certi che non la leggeranno.
E allora? La cosa migliore, in questo caso, è dividere il testo su su tre slide (come minimo): in questo modo dividerete meglio i contenuti a livello concettuale e li renderete più omogenei internamente, le slide saranno più leggibili, il testo potrà essere distanziato meglio e potrete anche inserire delle immagini, che sono essenziali per aumentare l'efficacia della presentazione.
Con questa operazione, mi raccomando, provate anche a fare un repulitsti del testo che non serve veramente. Ricodate che una slide non è word.

No ai layout predefiniti
Quando una slide fatta coi layout incontra una slide vuota, la slide con i layout è una slide morta. Ricordate di non usare mai i layout predefiniti di PPT per inserire il testo: se lo fate il testo stesso, semplicemente, sfuggirà al vostro controllo.
La slide migliore è la slide vuota, cioè senza spazi predefiniti per i contenuti. Slide che poi andremo noi a riempire usando le caselle di testo e gli altri elementi che ci srviranno.
Sembra più faticoso, ma in realtà, come spesso capita con questo strumento, è la via migliore per semplificarsi la vita.

Tutorial PPT
Inserisco anche qui il mio tutorial su slideshare sull'uso delle principlai funzionalità di PPT, ad uso dei meno esperti,. Ricordate, il fatto di poter usare delle funzionalità non significa che si debbano usare o che si debba usare tutte...
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Eliminare il rumore
Per rumoere intendiamo tutto quello che disturba la serena acquisizione delle intormazioni e su PPT, tra frecce in 3D e sellette colorate varie, di rumore ne possiamo produrre davvero tanto.
La semplicita paga e se una slide vi sembra un po' "vuota" vuol dire che site sulla strada giusta.
Un bel post sull'argomento di Presentation zen
L'importanza dei titoli nelle presentazioni
Una cosa che vado dicendo da tempo e che oggi trova riscontro nella ricerca empirica...