Nome: Giacomo Mason Dopo la laurea in filosofia mi sono occupato di teoria della comunicazione, in particolare modo di quella legata al mondo aziendale. Oggi sono formatore e consulente specializzato sugli spazi Intranet, la comunicazione digitale, la comunicazione interna, l'e-learning, il knowledge sharing. Suono il sax e il flauto traverso, scrivo, insegno e cerco di tirare avanti
I (tanti) rischi e i (pochi) benefici delle animazioni personalizzate
Finalmente una ricerca empirica fa un po' di chiarezza a proposito dell'uso delle animazioni personalizzate di Powerpoint durante una presentazione.
Come abbiamo sempre detto, infatti, le animazioni inconsulte, così come i suoni, sono unicamente dei fattori di disturbo della platea e raramente aggiungono balore alla presentazione. tuttavia io, come anche Olivia, ho sempre sostenuto che le animazioni potessero avere un ruolo cognitivo, se usate in modo saggio per fare apparire in modo progressivo degli elementi.
Ma sembra che anche questa non sia una buona strategia: secondo gli autori di una recente ricerca, gli studenti imparano meno se gli elementi appaiono poco alla volta con animazioni. In questo post, seguito da questo, Olivia racconta i dettagli della ricerca, svolto in modo piuttosto rigoroso (due gruppi di studenti a cui viene sottoposta una presentazione con e senza le animazioni, alla fine del quale viene fatto un test di apprendimento delle nozioni).
Il risultato è abbastanza impressionante e anche controintuitivo: la stessa Olivia è restia ad accettarlo e prova a ipotizzare altre spiegazioni (ad esempio il fatto che la presentazione era continua, senza interruzioni che nel caso di una presentazione live invece aiuterebbero la comprensione progressiva).
Ecco un esempio dei due video presentati agli studenti: