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Presentazioni efficaci

Per un'ecologia visuale di Powerpoint

Chi sono

Utente: 02068449
Nome: Giacomo Mason
Dopo la laurea in filosofia mi sono occupato di teoria della comunicazione, in particolare modo di quella legata al mondo aziendale. Oggi sono formatore e consulente specializzato sugli spazi Intranet, la comunicazione digitale, la comunicazione interna, l'e-learning, il knowledge sharing. Suono il sax e il flauto traverso, scrivo, insegno e cerco di tirare avanti

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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
09/07/2009

Quando lo zen non basta

Qualcuno si deve essere accorto che il metodo "zen" (grandi foto, poche parole) predicato dal buon Glenn Raynolds non sempre può essere applicabile, e prova quindi a dare una sua soluzione.

E' il caso di Jan Schultink, che dal suo blog  "Slides that stick" cerca, nel suo ultimo post, di salvare capra e cavoli, individuando un format che oltre a poche parole e gradi foto preveda una sorta di sottotitolo esplicativo, come nella slide che mostra ad esempio

slide esempio foto titolo e sottotitoli

Non so se è una buona soluzione: in realtà dobbiamo cercare di essere realisti e sappiamo che non sempre possiamo operare in questo modo.

A volte sono necessarie più parole: facciamocene una ragione. Possiamo inserire queste parole a fianco oppure sopra la fotografia, ma non possiamo pensare che la strategia - un po' da oculista - che propone Jan sia alla fine fine percorribile.

A volte lo zen non basta.
postato da: 02068449 alle ore luglio 09, 2009 19:57 | link |
categorie: titoli, segnanazioni, pensare visuale


08/07/2009

Le regola del 3 per i visual

Sul bellissimo blog Six minutes troviamo una serie di esempi di applicazioni della cosiddetta "regola del tre" nelle presentazioni.

Questa regola è molto usata in fotografia prevede che lo spazio venga preliminarmente diviso in una sere di 9 spazi regolari, all'interno dei quali posizionare in modo sapiente gli elementi.

Grglia di 9 spazi su slide

All'interno di questa griglia si formano automaticamente quattro punti caldi, che sono i punti focali e di maggior "peso" all'interno del visual.


griglia slide con posizioni


Il bellissimo post dedicato a questo tema riporta una serie di esempi e una serie di strategie e di esempi di utilizzo, che vado a riassumere

Regola #1 – Mettere gli elementi chiave in uno dei 4 punti "caldi"

uso della regola del 3 nei punti caldi

Regola #2 – Mettere gli elementi chiave lungo le linee orizzontali

uso della regola del 3 lungo le linee orizzontali



Regola #3 – Mettere gli elementi chiave lungo le linee verticali

uso della regola del 3 lungo le linee verticali

Regola #4 – Mettere gli elementi chiave in uno dei 4 punti "caldi" e contemporaneamente usare le divisorie


uso della regola del 3 nei punti caldi e lungo le linee


Il post prosegue con molti altri esempi. Assolutamente da leggere.




postato da: 02068449 alle ore luglio 08, 2009 16:26 | link |
categorie: pensare visuale, layout e template


07/07/2009

La semplicità secondo Garr

Vi segnalo un bell'intervento di Garr Reynolds a proposito della semplicità. Potete vedere il suo intervento video (43 minuti) a Las Vegas, un capolavoro di public speaking supportato da bellissime slide.
 
Inoltre vi segnalo una serie di slide che Garr ha creato a partire da un sito dedicato all'alimentazione.
Il risultato è notevole. Questo è il post originale.

postato da: 02068449 alle ore luglio 07, 2009 16:37 | link |
categorie: segnanazioni, pensare visuale, public speaking


26/06/2009

Rappresentazioni visuali di elenchi: impariamo dalla metropolitana

Ecco un ottimo esempio di rappresentazione visivo-spaziale di elenchi di risorse. In questo caso si tratta dei 250 film più belli di tutti i tempi.

rappresentazione spaziale di un elenco


In una sola schermata sono rappresentate moltissime informazioni. Provate a pensare che cosa sarebbe successo se aveste usato i punti elenco: probabilmente avreste dovuto usare molte slide e per di più si sarebbero persi i rapporti reciproci.

In questo modo invece elenchiamo le risorse ma riusciamo anche a categorizzarle e allo stesso tempo a esprimere dei collegamenti reciproci tra di esse.

Il tutto grazie ad una metafora visuale molto nota, ovvero la mappa delle linee della metropolitana.

Ottimo!
postato da: 02068449 alle ore giugno 26, 2009 15:36 | link |
categorie: pensare visuale


Il meno è più: il segreto della semplicità

Il segreto della semplicità spiegato con semplicità. e naturalmente vale anche per le presetnazioni
postato da: 02068449 alle ore giugno 26, 2009 12:40 | link |
categorie: grafica, segnanazioni, pensare visuale


05/05/2009

Essere analogici

Un'altra simpatica presentazione su come dare "energia" ai nostri Powerpoint. Il succo della presentazione è che per essere veramente efficaci bisogna cominciare a pensare in modo analogico.

postato da: 02068449 alle ore maggio 05, 2009 11:36 | link |
categorie: segnanazioni, pensare visuale


03/05/2009

Usare un Concept per presentazioni d'alto livello

Vi metto a disposizione la mia presentazione dedicata all'intranet identiy e pubblicata ieri su Slideshare.
La presentazione mostra, credo, in modo abbastanza chiaro come utilizzare un concept (ovvero un'idea chiave, un format dominante) all'interno di una presentazione.



In questo caso il concept è legato alla presenza del manichino da pittore, ripreso in vaie situazioni e collegato opportunamente ai diversi concetti della presentazione. Le foto sono scelte tra quelle distribuite sotto creative commons su Flickr, in particolare un bellissimo set di Aldoaldoz.

Va detto che la scelta di utilizzare un concept molto caratterizzato, come in questo caso, è molto adatta a meeting di alto livello, dove il tempo è generalmente poco e la presentazione deve concntrarsi su un solo aspetto.

utilizzarlo in modo coerente e sensato per presentazioni di 4 ore sarebbe, a mio modo di vedere, impossibile, a meno di non utilizzare il concept solo in particolari momenti, ad esempio nei passaggi da un "capitolo" ad un altro.

Che ne dite? Operazione riuscita?

postato da: 02068449 alle ore maggio 03, 2009 13:28 | link |
categorie: portfolio, pensare visuale, layout e template


Infografica "fluida"

VIa Luca Mascaro mi sono imbattuto in un articolo sull'evoluzione dell'accesso a vari media nel tempo.
 
L'articolo non è interessante solo per i contenuti ma, dal punto di vista di questo blog, per la capacità di rappresentare graficamente l'evoluzione nel tempo di diverse quantità, confrontabili anche tra di loro, a "fette".

rappresentazione grafica dell'evoluzione dell'accesso ai media nel tempo

Ogni "fetta" riesce a rappresentare in modo fluido le diverse quantità in un dato periodo storico e, allo stesso tempo, il quadro complessivo che emerge è chiarissimo.

Schema creativo di rappresentare le quanità nel tempo

Non lo trovate anche voi eccezionale?
postato da: 02068449 alle ore maggio 03, 2009 12:47 | link |
categorie: pensare visuale


17/03/2009

Altre immagini gratuite per Powerpoint e web

Ecco un altro sito che, a differenza di altri siti professionali come Corbis, offre un campionario di immagini totalmente gratuite da scaricare e utilizzare.

L'interfaccia è un po' bizzarra, ma dopo un po' di si arriva.

Ciao
postato da: 02068449 alle ore marzo 17, 2009 12:57 | link |
categorie: pensare visuale


02/03/2009

Volevi dirmi qualcosa?

Ecco, quando vedo slide come quella che segue non posso fare a meno di domandarmi alcune cose:


slide complicatissima tipica degli informatici

Che cosa vuoi dirmi con questo schema? in quali occasioni presentare questo schema dovrebbe essere utle? Ma soprattutto, che cosa vuoi da me?

Questo tipo di slide è tipico del mondo informatico: una specie di linguaggio criptato che senza dubbio è ormai fuori controllo anche da parte degli adetti ai lavori. La verità è che una sldie come questa non sarà mai utile a nessuno. Potrà forse impressionare qualcuno per qualche secondo, prima che questo qualcuno passi ad altro mentalmente.

Se non è un addetto ai lavori non ci capirà niente, e la slide non aiuterà certo l'oratore a spiegare meglio quello che vuole dire. Se è un addetto ai lavori probabilmente molte cose saranno scontate e allora è inutile metterle. Oppure vorrà entrare nei dettagli e anche in questo caso la slide non sarà d'aiuto.

Ricordate: le persone diranno "oooooh" meravigliate; è più probabile che si ritraggano terrorizzate. Era questo che volevate?
 
postato da: 02068449 alle ore marzo 02, 2009 19:42 | link |
categorie: invettive, pensare visuale


01/06/2007

Presentazioni cool (by maestrini)

I maestrini segnalano alcune bellissime presentazioni molto "cool" fatte in giro per la rete.

In particolare quella di Lessing è abbastanza nota e se ne è già parlato molto (potete anche scaricarla da questo indirizzo).

Giustamente Vanz la  indica come un ottimo esempio di lavoro per "sottrazione". E sappiamo che quando qualche cosa non ci torna, in una presentazione, il 90% delle volte è perché dobbiamo togliere e non aggiungere qualche cosa. 

E' vero che non sempre il contesto è adatto a presentazioni così particolari, ma spesso dobbiamo guardare gli estremi per capire l'ordinario.

 

postato da: 02068449 alle ore giugno 01, 2007 11:45 | link |
categorie: strategia, segnanazioni, pensare visuale


29/05/2007

Lavagna a fogli mobili: la mia coperta di Linus

Chiunque faccia il consulente o il formatore sa quanto sia utile e utilizzata la famosa lavagna a fogli mobili. Per me è una specie di coperta di Linus: senza lavagna a fogli mobili io non comincio mai a parlare in aula. E so che anche per altri è così.

lavagna_fogli_mobiliSecondo me la lavagna a fogli mobili è uno strumento capace di creare quella che Etienne Wenger definisce la dialettica tra partecipazione e reificazione: è capace cioè di creare uno strato di sedimenti concettuali maneggaibili attraverso i quali negoziare i significati in un gruppo.

Beh, grazie all'ottimo Presentation zen scopro che ci sono molti siti dedicati a questo strumento ("flip chart" in inglese), come quello di questa società inglese, che ha creato un sito interamente dedicato all'argomento.

Ma anche altre società come la 3M hanno crerato delle pagine apposite (questa e questa).

Altro che slides...Buona lettura.

 

postato da: 02068449 alle ore maggio 29, 2007 17:58 | link |
categorie: strategia, segnanazioni, pensare visuale, public speaking


Le slide di Apollo

Le slide che produce questa società americana sono bellissime (sono lontani e credo non ci possano essere sospetti di pubblicità occulta...-).

Date un'occhiata al loro portfolio: credo troverete molto interessanti gli spunti che vengono proposti (ho una predilezione per questa serie...)

 

postato da: 02068449 alle ore maggio 29, 2007 16:13 | link |
categorie: segnanazioni, pensare visuale


24/05/2007

I principi dell'apprendimento multimediale

Richard Mayer è uno psicologo californiano che ha scirtto un articolo importante sulle modalità di apprendimento negli ambienti multimediali.

Questo articolo è molto utilizzato da chi si occupa di e-learning, perché stabilisce alcuni principi, basati su ricerche sperimentali, sulla base dei quali è possibile regolarsi per l'erogazione dei contenuti audio-video-testuali.

Marco Coinu ne propone una sintesi in italiano, pubblicata sul portale Elearnngtouch.

Vale la pena di riportare una sintesi dei principi, perché hanno molto a che vedere anche con il tema delle presentaizoni con le slide

  • Principio della divisione dell'attenzione (Split Attention Principle): i discenti imparano meglio quando il materiale didattico consente loro di non dividere l'attenzione fra diverse fonti di informazioni che fanno riferimento alla stessa modalità cognitivo-sensoria;
  • (Leggi: non mettere musica in sottofondo sulle slide mente parlate - Non parlate alla paltea mentre mostrate i viedo)

  • Principio della modalità (Modality Principle): i discenti imparano meglio quando le informazioni verbali sono presentate per via vocale-auditiva come narrazione parlata piuttosto che in modalità visiva come testo scritto;
  • (Leggi: nella presentazione siete voi che palrate i protagonisti, non le vostre slide, che restano soloun supporto all'esposizone orale)

    Principio di rindondanza (Rendundancy Principle): i discenti imparano meglio da animazioni e narrazioni parlate, piuttosto che da animazioni, narrazioni parlate e testo scritto, se le informazioni visive sono presentate insieme alle informazioni verbali;

    (leggi: accompagnate smepre il vostro testo con immagini rappresetnative)

  • Principio di contiguità spaziale (Spatial Contiguity Principle): i discenti imparano meglio quando il testo scritto e il materiale visivo sono fisicamente integrati piuttosto che separati;
  • (leggi: accomagnate sempre il testo con immagini, e posizionateli in modo che si appartengano reciprocamente sulla slide)

  • Principio di contiguità temporale (Temporal Contiguity Principle): i discenti imparano meglio quando i materiali visivi e verbali sono sincronizzati (presentati contemporaneamente) piuttosto che separati nel tempo (sequenzializzati);
  • (leggi: Accomagnate il vostro dicorso con immagini sincornizzate sulla slide)

  • Principio di coerenza (Coherence Principle): i discenti imparano meglio quando i materiali estranei sono esclusi dalle spiegazioni multimediali.
  • (Leggi: cercate di togliere e non di aggiungere sulle vostre sldie)

     

    Un grazie a Marco Coinu per il suo lavoro

     

    postato da: 02068449 alle ore maggio 24, 2007 13:09 | link |
    categorie: segnanazioni, pensare visuale, public speaking


    Spazio e tempo in PPT

    Powerpoint può essere molto efficace, a patto che rispettiamo le sue specifiche caratteristiche di media. In particolare, ogni media ha un suo specifico rapporto con lo spazio e con il tempo. Possiamo dire che l'ascolto della musica si svolga nel tempo; ma anche la lettura di un libro, se ci riflettiamo bene, è prevalentemente un processo temporale, se consideriamo lo spazio della scrittura solo come una linea che si snoda e ripropduce il discroso orale.

    Un sito web, al contrario, è un oggetto più spaziale che temporale (come ha ben rilevato Bolter nel suo "lo spazio dello scrivere").

    Sono solo degli esempi. E Powerpoint? Powerpoint ha la singolare caratteristica di sfruttare la temporalità a livello globale (dell'intera presentazione), proprio come un discorso orale (frammenti che si snodano nel tempo, in un'unica direzione), mentre è un oggetto altamente "spaziale" al livello locale ( di singola slide).

     

    temporalita_powerpoint

     

    spazialita_powerpoint

    Le migliori presentazioni tengono conto di questa peculiarità del media e la usano a proprio vantaggio, ovvvero:

    1) Pochi frammenti di informazione per ogni slide (temporalità)
    2) Disposizzione significativa degli elementi testuali e grafici per fare rislatare i reciproci rapporti specifici (spazialità).

     

    Ecco perché se scriviamo le slide come se stessimo scrivendo un libro la cosa non funzionerà. Anche se i contenuti sono magnifici e interessanti. Sulla carta.

     

    postato da: 02068449 alle ore maggio 24, 2007 09:31 | link |
    categorie: strategia, scrivere su slide, pensare visuale


    23/04/2007

    Destro e sinistro

    Un'immaigne belllissima (che ho visto per la prima volta sul blog di Catepol) riassume in modo chiaro il modo con il quale funzionano gli emisferi del nostro cervello.

    Emisferi

    Ora la domanda è: come riuscire, in una presentazione, a tenere conto di entrambi gli aspetti?

    Sappiamo che , di default, una presentazione di rivolge alla nostra parte sinistra: il simbolo di questo "stile cognitivo" sono i punti-elenco con i quali spezziamo e strutturiamo i concetti. Dall'altra parte c'è chi, per evitare effetti "soporiferi", condisce le presentazioni di effetti speciali e di colori, assecondando il lavoro dell'emisfero destro.

    Va detto che entrambe queste strategie sono sbagliate: nessuna presentazione è efficace senza un lavoro integrato e coordnato su entrambi gli aspetti. Troppi concetti annoiano, e gli effetti speciali fine a se stessi ci lasciano con un pugno di mosche.

    Dobbiamo tenere sempre fermo il nostro obiettivo che, in una presentazsione è in genere quello di fornire informazioni (non di divertire, non di di rilassare, non di supire) allo scopo di insegnare, convincere, vendere, permettere a qualcuno di prendere decisioni.

    Se teniamo fermo il nostro obiettivo  potremo usare gli strumenti migliori per supprtarlo, integrando concetti ed esempi da una parte e immagini e schemi visuali dall'altra.

    Una buona presentazione integra aspetti cognitivi ed aspetti emotivi in un tutto, con lo scopo finale di fornire  informazioni complete. Il fine, insomma, è il più delle volte cognitivi. Il mezzo è di volta in volta, una miscela di aspetti cognitivi ed aspetti emotivi.

    Riuscire ad integrare in un tutto questi espatti è il cuore di una strategie vincente.

    postato da: 02068449 alle ore aprile 23, 2007 10:57 | link |
    categorie: strategia, pensare visuale


    Gabbie liberatrici

    Una presentazione è un oggetto che presenta una serie di informazioni strutturate e disposte in un preciso ordine, sia globale (per tutta la presentazione) sia locale (all'interno della singola slide). Al contrario di una comunicazione fatta in Word le informazione su una slide (come, del resto, nei siti web) partecipano di una dimensione spaziale: il loro senso non è indipendente dal modo con il quale le informazioni sono dispsote nello spazio della slide.

    Troppo spesso mi capita di vedere presentazioni nelle quali è assente questa consapevolezza: la disposizione delle informazioni sembra obbedire ad una logica di "sacco da riempire", senza alcuna strategia preliminare:

    slide_non_strutturate

    Non crediate che questa cosa non si noti: il nostro occhio percepisce istantaneamente simmetrie, somiglianze, appartenenze reciproche, gerarchie visuali. E quando non riesce a trovare questi elementi l'impresisone generale è quella di confusione, anche se gli elementi in gioco sono pochi.

    Per questo è necessario, (come del resto sa benissimo qualunque grafico, sia tradizionale sia web) costruirre una gabbia grafica ideale nella quale inserire le informazioni. 

    slide_gabbia_grafica_ideale

    Potete dividere la slide in 9 - 12 - 16 parti ideali (Garr Raynolds parla, a questo propostio, della regola del tre) e ogni informazone che inserirete (testo, immagini, grafici, ecc) occuperà una o più porzioni di questi spazi, secondo  una logica rigorosa e riconoscibile.

    Questa gabbia non sarà, ovviamente, visibile al vostro pubblico, ma potete stare certi che l'occhio la percepirà nel momento in cui ne farete uso.

     

    slide_gabbia_grafica_ideale2

    slide_gabbia_grafica_ideale3

    slide_gabbia_grafica_ideale4

     

    Non è necessario che siate precisi al millimetro: è sufficiente che abbiate la consapevolezza di questa divisione ideale e che cerchiate di inserire le informazioni in modo coerente con essa.

    In questo modo farete risaltere quello che è importante e quello che è marginale e avrete un criterio certo per definire le appartenenze reciproche degli oggetti.

    Il risultato, sotto il profilo dell'impatto visuale, è assicurato.

    postato da: 02068449 alle ore aprile 23, 2007 10:28 | link |
    categorie: grafica, pensare visuale


    20/04/2007

    Slide design sul web design

    Vi segnalo una ottima presentazione, perfetta da quasi tutti i punti di vista. E non mi stupisce: è fatta da un esperto web designer e i rapporti tra design dei siti e design delle presentazioni sono molti (anche se non c'è una sovrapposizione perfetta).

    Il tema della presentazione è il web design dei form sul web. Potete notare, in particolare:

    - Uniformmità di sfondo
    - Ottima divisione logica degli spazi
    - Logo e numeri di pagina in ogni slide
    - Divisione coerente in capitoli (con slide separatrici e icone rappresentative)
    - Uso cognitivo dei colori (non per "stupire", ma per informare)
    - Poco testo in ogni slide
    - Ottimo uso del grassetto per evidenziare i titoletti
    - Gerarchia coerente nell'uso delle dimensioni dei font
    - Font a bastoni
    - Uso dele immagini a scopo informativo e illliustrativo
    - Uso di forme e schemi semplici per descrivere i concetti
    - Coerenza, prevedibilità, semplicità

    Sono tutte qualità fondamentali per una buona presentazione.

    Potete scaricarla in PDF da qui.



    postato da: 02068449 alle ore aprile 20, 2007 08:31 | link |
    categorie: grafica, architettura, colori, strategia, segnanazioni, scrivere su slide, pensare visuale, layout e template


    02/04/2007

    Fare passare l'aria

    Lo spazio che utilizziamo su una slide non corrisponde allo spazio della scrittura classico: mentre nello spazio classico della pagina abbiamo una sola dimensione che si dipana come un filo (lo spazio dele righe del testo, una sotto l'altra), lo spazio della slide è uno spazio che vive, come del resto accade in tutti i media digitali, in due dimensioni.

    Uno spazio pittorico, insomma, o topologico, che  convive costantemente con la disposizione spaziale degli elementi e con il vuoto. Nessuno leggerà blocchi di testo fitti, anche se formalmente scanditi da punti elenco:

    Punti_elenco_stretti

    Mentre in una relazione su carta un elenco come quello sopra non darebbbe alcun problema, in una slide questi punti elenco attaccati tra di loro creano uno spiacevole effetto "blocco di testo" e vengono percepiti come un tutt'uno. In genere, un tutt'uno indigeribile.

    Per questo è sempre bene "fare passare l'aria" fra i vari punti elenco, occupando entrambe le dimensioni della slide e non solo l'unica dimensione costituita dallo "spazio della scrittura"

    Punti_elenco_larghi

    Ricordate: non c'è nessuna ragione per mettere i punti uno sotto l'altro di seguito. Fate spazio al vostro testo, scandite con lo spazio i vostri punti elenco, evitate i blocchi compatti, disponete in modo arioso il vostro testo. Farete così spazio anche nella mente dei vostri ascoltatori.

     

    postato da: 02068449 alle ore aprile 02, 2007 17:59 | link |
    categorie: scrivere su slide, pensare visuale


    29/03/2007

    Visualizzazioni creative

    Questo sì che è un modo nuovo di visualizzare l'andamento di variabili complesse.

    Sul blog di De Biase la segnalazione (a cui sono arrivato da qui) e il link video dell' inventore.  

    postato da: 02068449 alle ore marzo 29, 2007 08:39 | link |
    categorie: segnanazioni, pensare visuale, software & tools


    22/03/2007

    Tenete fuori le parole

    Ok, riconosco che T.J Walker si presenta veramente come un bellimbusto impomatato, ma resta il fatto che quello che dice è forte. E vero. Ha cominciato a mettere i suoi video su You tube, parlando di presentazioni efficaci e di Powerpoint.

    In questo video racconta come rendere efficace una presentazione usando le immagini. Il suo consiglio è un po' drastico: eliminate tutte le parole e fate vedere solo immagini. Riconosco che non è sempre possibile e credo non sia neanche sempre indicato, ma la suggestione merita una riflesisone.

    Se ci pensiamo, in fondo, in una presentazione anche le nostre parole diventano un po' delle immagini, ad esempio condividono con esse l'impatto visivo legato alla spazialità.
    Ecco il video: 

     

    E questo è il suo blog.

     

    postato da: 02068449 alle ore marzo 22, 2007 10:34 | link |
    categorie: segnanazioni, pensare visuale


    12/03/2006

    Classici o barocchi? La deriva di senso della grafica

    Scrivere un testo e circondarlo con un rettangolo colorato. Inserire una freccia riempirla con una sfumatura. Descrivere un processo con un freccione che occupa mezza slide. Usare dei punti-elenco a forma di pollice alzato. Inserire oggetti tridimensionali. Scrivere i testi con ombreggiature chiassose. Inserire forme geometriche in rilievo. Son tutti esempi di uso della grafica in Powerpoint. 

    colonna baroccaQuando usiamo la grafica siamo costantemente alle prese con un dilemma: usare o no le possibilità fantasmagoriche di Powerpoint? Lasciarsi andare o no all'orgia di effetti grafici consentiti dal programma? Essere classici o barocchi? In fondo che male può fare una freeccina tutta colorata? Perché vietarsi le ombreggiature? E i miei poveri testi, che fine faranno senza il protettivo conforto di un bel rettangolone?

    La risposta è: usateli solo se servono veramente. E quando servono?  Quando danno un valore aggiunto sul piano cognitivo. In una slide la grafica ha un ruolo importante, ma non spettacolare. Serve, si, ma solo per spiegarci meglio. E allora e meglio essere "classici", piuttosto che cedere ai tanti barocchismi inutili che ci attraversano la strada.

    colonna classicaConsiderate che, in una presentazione, state comunicando in una specia di Grande Conversazione con la vostra platea. Il che significa che state obbedendo, che lo vogliate o meno, a un principio di cooperazione  (Paul Grice).

    In base a tale principio ogni vostro atto di comunicazione sarà preso dal vostro interlocutore come vero, pertinente, adeguato al contesto. E quando il vostro interlocutore non troverà più un senso adeguato in quello che comunicate comincerà a fare inferenze per ristabilirlo.

    Questo fenomeno, noto come implicatura conversazionale, si tradurrà per i vostri ascoltatori in una serie di domande: il rettangolo forse è stato usato perché voleva dirmi che...

    Insomma, se non c'è un senso, state certi che la vostra platea troverà il modo di attribuiglene uno. Ma il risultato di queste inferenze potrebbe sorprendervi.

    Usate la grafica, ma solo per quello che vi serve Usatela per evidenziare, per focalizzare, per chiarire, per esemplificare, per dare metafore adeguate. Ma eliminate tutto il resto.  Cercate di limitare, e non di amplificare le implicature conversazionali: ne guadagnerà il vostro messaggio.

    postato da: 02068449 alle ore marzo 12, 2006 16:13 | link |
    categorie: pensare visuale


    23/02/2006

    I tre usi delle immagini

    Come si sottolinea da più parti, (ad esempio qui oppure qui) le immagini, in una presentazione, sono strategiche: aumentano l'attenzione e migliorano l'efficacia del messaggio, perché riescono a coinvolgere un numero maggiore di facoltà cognitive. Solo che, per renderle efficaci, dobbiamo essere consapevoli del loro ruolo specifico all'interno del progetto: non basta dire: "aggiungiamo qualche visual" per ottenere l'effetto voluto. Le immagini sono un ottimo alleato, ma devono essere usate all'interno di una strategia. Possiamo distinguere tre usi ben precisi delle immagini:

    - Suggestione evocativa
    - Metafora concettuale
    - Esempio concreto

    Cartina Milano anticaL'immagine di un'altalena può essere una suggestione che evoca il gioco e la libertà, una metafora dell'andamento oscillante del mercato, un esempio di che cosa fare quando sei al parco giochi con i pargoletti. L'immagine di una antica cartina di Milano potrebbe rappresentare un elemento decorativo in una presentazione che parla di architettura dell'informazione, (magari associando una cartina diversa ad ogni slide), oppure potrebbe essere una metafora del linguaggio naturale o, ancora, essere un esempio di urbanistica antica. Sono tre usi molto diversi tra di loro.

    Le suggestioni evocative sono ottime nelle presentazioni di alto livello (meeting, convention), perché alleggeriscono il discorso, tendono a coinvolgere e sono un supporto emozionale per un discorso orale che non si serve in senso stretto delle slide. In questo senso c'è molta libertà di scelta.

    Le metafore concettuali sono ottime per le presentazioni persuasive e di business, perché permettono una comprensione immediata dei concetti abbreviando i tempi cogntivi. Ma vanno scelte attentamente, per evitare di mandare  fuori strada la platea.

    Infine, gli esempi concreti sono essenziali nelle presentazioni didattiche e tecnico-operative, insomma nelle presentazioni dove dobbiamo spiegare e insegnare qualche cosa. Sono ovviamente immagini molto attinenti con l'oggetto della presentazione.

    Se tenete fede a questa tripartizione di usi sarete sicuri che la vostra platea non si disorienterà. Quello che invece andrebbe evitato come la peste è di mescolare gli usi, inserendo immagini evocative, metafore ed esempi nella sterssa presentazone.

    Non importa se le immagini sono bellissime: quello che conta è che la strategia con la quale le utilizziamo sia ben definita a monte.

    postato da: 02068449 alle ore febbraio 23, 2006 08:56 | link |
    categorie: strategia, pensare visuale


    15/02/2006

    Uscire dall'incubo

    Sliderman aiutaci

    Questo è un blog dedicato al mondo delle presentazioni e all'utilizzo di Powerpoint, ovvero il più banale, subdolo e presuntuoso programma della Micrososoft. Troverete consigli, aneddoti, recensioni, segnalazioni e tutto quello che riguarda l'efficace utilizzo del progamma e che ho capito nel mio lavoro di produttore e consumatore di presentazioni. Questo blog nasce perché mi sono accorto che intranet management cominciava ad essere troppo affollato di cose poco attinenti.

    In questi anni io, come tutti voi, ho prodotto centinaia di presentazioni. Come tutti voi le ho modificate, migliorate, rielaborate, ci ho passato talvolta le notti. Ebbene sì, Le slide possono anche abbrutire. Ma possono, e bene, facilitare il nostro lavoro di lavoratori della consocenza, di professionisti del capitalismo cognitivo del terzo millennio.

    A patto che impariamo a usare come strumento di comunicazione e non come l'ennesimo talismano-tuttofare del quale subire gli effetti. Quando presentiamo, progettiamo, insegnamo, pensiamo, siamo noi gli attori principali: il resto sono dettagli tecnici. Ho visto e prodotto orrori, a volte sono stato stupidamente soddisfatto, altre volte non mi tornavano i conti. In questo blog cercheremo di fare qualche passo in avanti. Slide o non slide, parleremo di comunicazione. Per provare a uscire da questo incubo fatto di punti elenco e grafica da quattro soldi.

    Grazie a todos.